Trovare i primi clienti quando si è all'inizio di un'attività da professionista, coach o counselor è uno dei momenti più delicati del percorso. La tentazione di aspettare di essere "pronti" porta spesso a rimandare a lungo, e nel frattempo la visibilità resta ferma a zero. Il punto da cui conviene ripartire, però, è più vicino di quanto si pensi: sei tu stesso, quello che osservi, quello che pensi, quello con cui sei o non sei d'accordo.
Questo articolo raccoglie quattro approcci concreti per chi vuole muovere i primi passi nella costruzione di una presenza professionale riconoscibile, anche senza budget pubblicitario e senza un portafoglio clienti già avviato.
Parti dal tuo punto di vista sul mondo
Uno degli ostacoli più frequenti per chi inizia a pubblicare contenuti è il blocco davanti alla domanda: "Di cosa parlo?" La risposta più utile è anche la più diretta: parla di ciò che vedi, e di ciò con cui sei in disaccordo.
Il tuo punto di vista personale sul mondo, anche su argomenti che vanno oltre il tuo specifico ambito professionale, dice molto di chi sei e di come lavori. Le persone non scelgono un professionista solo per le sue competenze tecniche, ma anche perché riconoscono in lui un modo di stare nelle cose che sentono affine al proprio. Funziona un po' come quelle forme geometriche da incastro con cui si gioca da bambini: chi ti legge o ti ascolta capisce subito se la tua forma combacia con la sua oppure no. Questo filtro naturale è prezioso, perché attira le persone giuste e lascia andare quelle con cui probabilmente la collaborazione sarebbe stata faticosa.
Prenditi l'abitudine di annotare ciò che osservi durante la settimana: una conversazione che ti ha fatto riflettere, un articolo con cui eri in disaccordo, un comportamento che hai visto ripetersi nei tuoi clienti o nelle persone intorno a te. Da ognuno di questi spunti nasce un contenuto autentico che racconta qualcosa di te senza che tu debba inventarti nulla.
Costruisci i primi casi di successo con sessioni gratuite
Quando non si hanno ancora clienti paganti, e quindi non si hanno ancora storie concrete da raccontare, la strada più diretta per costruire queste storie è offrire sessioni gratuite a persone che hanno un bisogno reale nel tuo ambito. L'obiettivo non è lavorare gratis per sempre, ma investire tempo per raccogliere materiale che valga più di qualsiasi campagna pubblicitaria.
Durante una sessione gratuita possono succedere cose interessanti: il cliente fa domande che non ti aspettavi, emerge un problema che non avevi considerato, oppure si apre una storia di trasformazione, anche piccola, che puoi raccontare con il suo consenso. Queste storie diventano casi di successo reali, e i casi di successo reali sono il tipo di contenuto che convince più di qualsiasi copy promozionale.
C'è un altro effetto collaterale da non sottovalutare: alcune persone che iniziano con una sessione gratuita, se percepiscono valore nel lavoro che fai, decidono di continuare in modo strutturato. La consulenza gratuita diventa allora la porta d'ingresso verso una collaborazione retribuita. La transazione, in questo primo momento, avviene in termini di contenuti e di relazione, e questo ha un valore concreto per chi sta costruendo la propria reputazione professionale.
Usa il video come centro del tuo sistema di contenuti
Il video è lo strumento che offre il maggior numero di utilizzi secondari rispetto a qualsiasi altro formato. Quando registri un video, stai producendo contemporaneamente materiale per almeno quattro canali diversi: le immagini in movimento, la traccia audio, il testo trascritto e i fotogrammi fermi che possono diventare immagini statiche.
Partire dal video significa che da un singolo contenuto puoi ricavare un articolo per il blog, un episodio podcast, una serie di post visivi per i social e una gallery di immagini. Ragionando al contrario, se parti da un articolo scritto hai solo un articolo scritto. Se parti da un podcast hai solo audio. Il video sta al centro perché può espandersi in tutte le direzioni.
Questo non significa che il video debba essere perfetto fin dall'inizio. Una ripresa in esterno con luce naturale e uno smartphone stabile è già sufficiente per cominciare. Quello che conta è la sostanza di quello che dici, non la qualità della produzione. Il pubblico perdona facilmente un video girato in modo semplice, ma difficilmente torna su un contenuto che non gli ha detto nulla di utile.
Applica le tre fasi del contenuto autentico
Alla base dei tre approcci precedenti c'è un metodo che vale la pena interiorizzare prima di pubblicare qualsiasi cosa: le tre fasi del contenuto autentico. La prima fase, quella da cui conviene sempre partire, consiste nell'esprimere il proprio punto di vista su un argomento senza guardare cosa hanno detto gli altri. Questo passaggio è fondamentale perché protegge la tua voce da qualsiasi influenza esterna e ti obbliga a fare i conti con ciò che pensi davvero.
Solo dopo aver fissato il tuo punto di vista ha senso guardare cosa hanno pubblicato altri professionisti sullo stesso argomento, cosa ha funzionato, quale angolazione è stata ignorata. Quello che trovi in questa fase di ricerca diventa materiale per un contenuto di livello successivo, più articolato, più ricco di riferimenti, ma costruito comunque sopra una posizione tua. Il rischio di fare il percorso al contrario, partendo da quello che dicono gli altri, è di produrre contenuti derivativi che non portano nessuna prospettiva nuova e che quindi non danno nessun motivo reale per seguirti.
Un primo passo concreto da fare oggi
Se sei all'inizio e stai cercando di capire da dove partire, scegli una cosa su cui hai un'opinione precisa, anche su un argomento che sembra marginale rispetto al tuo lavoro, e scrivila in forma chiara in un paragrafo di cinque righe. Poi cerca una persona nel tuo network che potrebbe beneficiare di una sessione gratuita con te e proponigliela con un messaggio diretto. Questi due gesti, messi insieme, sono già un sistema. Da lì, tutto il resto si costruisce per aggiunta.