Chi lavora nel coaching, nel counseling o nel settore olistico e si affaccia al marketing online cade quasi sempre nella stessa trappola: pensare di dover sviluppare qualcosa di nuovo, acquisire competenze che non ha, diventare una versione migliore di sé per potersi presentare al mercato. La realtà è che sei già posizionato, sei già un prodotto unico, e cercare una "posizione sul mercato" equivale ad ammettere che sei uguale agli altri e che devi trovare un modo per distinguerti artificialmente. Il tuo lavoro nel marketing non è costruire una versione più presentabile di te, ma farti conoscere per come sei già, usando mezzi semplici e diretti.
Questa trappola è alimentata da un'industria intera che vive sulla promessa del miglioramento. Corsi di autostima, percorsi di crescita personale, programmi di mindset: tutti partono dallo stesso presupposto, e cioè che qualcosa in te non va e che devi correggerlo. In teoria dovrebbero farti sentire meglio, nella pratica finiscono per solidificare la sensazione che tu così come sei non sia abbastanza, perché ogni volta che ti iscrivi a un corso per "migliorarti" stai implicitamente dicendo a te stesso che nella tua condizione attuale c'è qualcosa di sbagliato.
Perché i corsi di autostima spesso peggiorano la situazione?
I corsi di autostima funzionano quasi tutti allo stesso modo: ti propongono cose nuove da imparare, ti suggeriscono azioni da compiere e una routine da seguire, tipo alzarti alle sei del mattino, scrivere un diario della gratitudine, ripetere affermazioni positive davanti allo specchio. Il problema è che tutto questo lavora sulla superficie senza toccare la radice, e la radice è la storia che ti racconti su di te, quella che io chiamo "narrativa interna".
La narrativa interna è il discorso costante che fai con te stesso su chi sei, cosa vali e cosa puoi o non puoi fare. Se la tua narrativa interna dice "non sono abbastanza bravo per fare questo lavoro", nessun corso del mondo cambierà quella storia aggiungendo abitudini nuove sopra, perché le abitudini nuove poggiano su una base che continua a ripetere lo stesso messaggio. Puoi alzarti alle sei, fare yoga, scrivere il diario e ripetere le affermazioni, e nel frattempo la voce sotto continua a dire la stessa cosa di prima.
Questo meccanismo si riflette direttamente nel modo in cui ti presenti online come professionista. Se la tua narrativa interna dice che hai bisogno di migliorarti prima di poterti mostrare, rimanderai all'infinito. Aspetterai di finire un altro corso, di leggere un altro libro, di ottenere un'altra certificazione, di sentirti "pronto". Quel momento non arriva mai, perché il livello di "pronto" si sposta sempre un po' più in là, e intanto le persone che potresti aiutare non sanno che esisti.
Cosa significa riconoscersi per come si è nel contesto del marketing olistico?
Significa accettare che la tua storia, la tua esperienza, il tuo modo di vedere le cose e il tuo modo di parlare sono già sufficienti per comunicare con le persone che vuoi raggiungere. Non devi costruire un personaggio. Non devi adottare un tono di voce che non è il tuo. Non devi sembrare più competente, più sicuro o più carismatico di quello che sei.
Un esempio concreto: una counselor che ho seguito per mesi non pubblicava niente perché sentiva di dover prima "strutturare meglio il suo messaggio" e "chiarire il suo posizionamento". Aveva fatto tre corsi di marketing, letto cinque libri sul personal branding e partecipato a due mastermind, e continuava a sentirsi impreparata. Quando le ho chiesto di scrivere semplicemente un post su quello che le era successo quella mattina con un cliente (una conversazione che l'aveva colpita), l'ha fatto in dieci minuti e quel post ha ricevuto più risposte di qualsiasi contenuto "strategico" avesse mai tentato di creare. Perché era vera, era specifica, e le persone l'hanno sentita vicina.
Quel post non richiedeva nessuna competenza nuova, nessun corso aggiuntivo, nessun miglioramento. Richiedeva solo che lei si mostrasse per come è, con quello che sa, nel modo in cui lo sa dire. Tutto il resto era rumore.
Perché l'unico modo per insegnare qualcosa è dare il buon esempio?
Se il tuo lavoro è aiutare le persone a stare meglio con se stesse, il modo più potente per farlo è mostrare che tu stai bene con te stesso, così come sei, senza bisogno di inseguire una versione migliore. Funziona esattamente come con i figli: un genitore che dice ai figli di non urlare mentre sta urlando non insegna niente, un genitore che mantiene la calma in una situazione difficile insegna tutto senza dire una parola.
Lo stesso vale per il tuo lavoro online. Se i tuoi contenuti trasmettono la sensazione che stai cercando di sembrare qualcosa che ancora non sei, le persone lo percepiscono. Se invece trasmettono la sensazione che ti conosci, che sai cosa hai da offrire e che ti stai mostrando senza filtri, le persone si avvicinano perché sentono qualcosa di raro: una persona che non sta cercando di vendergli una versione idealizzata di sé.
Il mercato del coaching e del settore olistico è pieno di professionisti che si presentano come versioni lucide e perfette di se stessi, con foto patinate, biografie impeccabili e contenuti che sembrano usciti da un manuale. Le persone che cercano aiuto vero non cercano la perfezione, cercano qualcuno che sembri reale, che abbia attraversato qualcosa di simile a quello che stanno vivendo, e che si presenti con onestà. Quando smetti di cercare di migliorarti e inizi a mostrarti, stai già facendo il lavoro più difficile e più efficace che esista nel marketing.
Da dove partire se sei bloccato dalla sensazione di non essere abbastanza?
Guarda te stesso senza cercare altri modelli. Prendi un foglio e scrivi tre cose che sai fare bene nel tuo lavoro, tre situazioni in cui hai aiutato qualcuno in modo concreto, tre cose che le persone ti dicono spesso quando lavorano con te. Quelle sono le fondamenta del tuo marketing. Non hai bisogno di altro.
Il prossimo contenuto che pubblichi scrivilo partendo da una di quelle tre cose, senza aggiungere niente, senza cercare di renderlo più "professionale" o più "strategico". Scrivilo come lo diresti a una persona seduta davanti a te, e pubblicalo così com'è. La tua unicità non è qualcosa che devi costruire, è qualcosa che devi smettere di nascondere.
FAQ
Perché un coach o operatore olistico non ha bisogno di migliorarsi per fare marketing? Perché la propria storia, esperienza e modo di vedere le cose sono già sufficienti per comunicare con le persone giuste. Cercare continuamente di migliorarsi prima di mostrarsi al mercato porta a rimandare all'infinito, in attesa di una sensazione di "prontezza" che non arriva mai. Il marketing autentico nel settore olistico si basa sul farsi conoscere per come si è, non sul costruire una versione migliore di sé.
Perché i corsi di autostima spesso non aiutano chi lavora nel coaching? Perché lavorano sulla superficie aggiungendo abitudini e routine senza toccare la narrativa interna, cioè la storia che la persona si racconta su se stessa. Se quella storia dice "non sono abbastanza", nessuna abitudine nuova cambierà la percezione di fondo. Il lavoro reale è riconoscersi per come si è, con i propri punti di forza e le proprie esperienze.
Cos'è la narrativa interna e come influisce sulla comunicazione online? La narrativa interna è il discorso costante che una persona fa con se stessa su chi è e cosa vale. Se quella narrativa dice che bisogna migliorarsi prima di potersi mostrare, il professionista rimanderà la pubblicazione di contenuti aspettando di sentirsi "pronto". Questa sensazione di inadeguatezza si riflette in contenuti generici e impersonali che non attraggono le persone giuste.
Come si fa marketing autentico senza sentirsi inadeguati? Partendo da ciò che si sa già fare bene e dalle situazioni concrete in cui si è aiutato qualcuno. Il marketing autentico nel settore olistico consiste nel raccontare la propria esperienza reale con il problema che si aiuta a risolvere, usando il proprio modo naturale di esprimersi, senza cercare di sembrare più competenti o più sicuri di quello che si è.
Perché mostrarsi per come si è funziona meglio di una comunicazione "perfetta"? Perché le persone che cercano aiuto nel settore olistico non cercano perfezione, cercano qualcuno che sembri reale e che abbia attraversato qualcosa di simile a quello che stanno vivendo. I contenuti autentici, anche imperfetti, generano più fiducia e più risposte rispetto a contenuti costruiti per sembrare professionali ma che risultano distanti e impersonali.


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